Storia di una disfatta

A volte mi chiedo se i centenari dei nostri giorni non debbano la loro longevità allo stile di vita del passato, sostanzialmente povero e frugale ed, in parte, a quelle che, una volta, erano tradizioni imposte dall’ambito religioso che inducevano una restrizione calorica periodica. Quello che è certo è che le popolazioni del Seven Countries Study (studio pioneristico sulla dieta mediterranea) seguivano una dieta povera e conducevano uno stile di vita molto attivo a causa del lavoro quotidiano nei campi ed in casa, ed avevano una vita regolare scandita dal sorgere e tramontare del sole.

La ripresa economica successiva alla seconda guerra mondiale ci ha introdotti nell’epoca del benessere che ha portato l’abbondanza sulle tavole e ci ha accompagnati nell’era dell’obesità e delle malattie metaboliche. Quelle che erano le nostre nonne, che avevano patito i periodi di ristrettezze economiche, hanno iniziato a riempire le tavole di alimenti e condimenti, segno visibile di abbondanza e rinnovati mezzi economici. In questo modo quei pasti vegetali che prima erano semplici e di basso impatto calorico, si sono arricchiti di calorie impoverendosi del loro effetto benefico, ed alimenti prima rari, come formaggi e carni, sono diventati molto più frequenti nella dieta settimanale.

Pian piano la nostra alimentazione si è trasformata, abbiamo perso di vista le porzioni e l’iperalimentazione l’ha fatta da padrone. Lo sviluppo industriale ed il marketing hanno completato il quadro, attraendo la nostra attenzione e rendendo disponibili cibi di pessima qualità ed alto valore calorico che soddisfano il nostro gusto ma non rispettano il nostro corpo.

Oggi, anche lo stile di vita è totalmente stravolto, gli impegni si succedono in tempi ristretti e gli orari regolari che una volta accompagnavano la giornata, sono ormai scomparsi. Le ore destinate al sonno sono sempre meno e mal gestite. Il nostro organismo, però, è una macchina che vive in simbiosi con il mondo che lo circonda ed il suo sistema ormonale, mezzo di comunicazione tra i vari “distretti”, rispetta cicli regolari detti ritmi circadiani. La melatonina, ad esempio, è un ormone prodotto prevalentemente dall’epifisi che regola il sonno. La luce del sole ne blocca il rilascio mentre il buio lo stimola, questo è solo un piccolo esempio di come siamo connessi all’ambiente circostante. Non è la sola ad essere prodotta ciclicamente, insulina, cortisolo, gh sono altri esempi.

Cosa accade in un corpo che non rispetta la sua fisiologia? Come risponde il nostro organismo all’eccesso calorico? Come risponde il nostro organismo ai ritmi sfalsati della vita di oggi? Provate ad immaginarlo…

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